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© 2011 Tomaificio Lady di Roberta Morandin

by Gigi

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Tomaificio Lady

L’azienda nasce nel 1987 come “Tomaificio top-line”.  

Fino al 2004  ne era titolare mio marito, che però già dal 2001 aveva intrapreso un altro progetto lavorativo. Era intenzionato a chiudere l’attività del laboratorio, soprattutto a causa della fase particolare che stava attraversando il settore calzaturiero.

Erano gli anni in cui quasi tutte le attività inerenti alla lavorazione calzaturiera venivano delocallizzate all’estero in particolare in Romania. A quel punto, con molta tenacia entro in scena io non volevo che il Tomaificio chiudesse e ho deciso di diventarne la titolare. Nel 2004 l’attività è diventata mia a tutti gli effetti e ha anche cambiato Ragione Sociale in “Tomaificio Lady”.

La mia idea e speranza era che, se molti avevano chiuso  o si erano spostati, quei pochi che restavano,  se lavoravano bene, con serietà e alta professionalità sicuramente avrebbero proseguito i loro rapporti lavorativi. Per il momento la mia sfida  continua e con buoni risultati malgrado la crisi economica e la forte concorrenza di laboratori cinesi. Il lavoro che io faccio, ovviamente con la grande professionalità delle mie dipendenti,  è di assemblare tanti piccoli pezzi di pelle, tessuto o altro, dando vita ad un oggetto come un paio di scarpe, stivali o piccoli accessori che alla fine ti rendono soddisfatta  perché è come vedere la nascita di una cosa guardando tutte le sue fasi di sviluppo. Il lavoro che viene svolto dalle mie dipendenti non è valorizzato come dovrebbe, molte giovani non si accostano più a questo tipo di attività,  che richiede molto tempo per  imparare ma tuttavia viene un po’ snobbato.  Il cucire,il dare forma a un paio di scarpe è alla stregua della realizzazione di un gioiello o di un qualsiasi oggetto prezioso, perchè richiede la medesima manualità e la medesima esperienza.

Un aspetto fondamentale perchè il lavoro prosegua bene è che ci sia un rapporto di collaborazione con scambio di idee e reciproco rispetto tra titolare e dipendenti. Ammetto che molte volte sono io ad imparare qualcosa dalle mie dipendenti e sono grata della loro disponibilità e professionalità. Ci sono stati naturalmente dei momenti difficili in cui ho dovuto compiere delle scelte che non avrei voluto fare ma nel complesso posso ritenermi soddisfatta dell’andamento dell’attività.

Quando indossano un paio di scarpe, raramente le persone pensano a quanti artigiani ci hanno messo mano e per quanto tempo ci hanno lavorato e invece per realizzarle occorrono tanta accuratezza e dedizione.

Spero di continuare a lungo la mia attività, e che in futuro molti più giovani possano accostarsi a questo tipo di lavoro perché “fare scarpe” non è facile ma, una volta ultimata l’opera, si possono avere grandi soddisfazioni.

Ringrazio mio marito che ora collabora con  me, i miei clienti che credono in me e con i quali c’è una collaborazione che dura ormai da anni  e infine ringrazio tutte le mie dipendenti  senza le quali tutto ciò non sarebbe possibile. Sono anche una mamma quindi un bacio al mio Davide

 

Roberta Morandin